La continuità operativa non è più solo una questione tecnica: oggi è una scelta strategica che incide direttamente su sostenibilità, governance e resilienza del business.
Nel numero di febbraio di Imagine a NEW PLAN raccontiamo come progettare infrastrutture capaci di reggere nel tempo, integrare l’AI nei processi di monitoraggio e utilizzare architetture ibride in modo consapevole. Perché garantire continuità significa ridurre sprechi e ottimizzare risorse, ma anche costruire organizzazioni credibili agli occhi di stakeholder, investitori e mercato.
In questo numero della rubrica inoltre puoi scaricare gratuitamente il nostro ESG Operational Continuity Assessment. Una checklist operativa, pensata per le aziende manifatturiere, per valutare il livello di maturità dell’azienda nella trasformazione della continuità operativa in ottica ESG.
Buona lettura del nuovo numero della rubrica “Imagine a NEW PLAN”.
Per anni la continuità operativa è stata trattata come un tema tecnico: far funzionare i sistemi e mantenere disponibili i dati, gestendo le interruzioni quando si presentano. Oggi questa lettura non è più sufficiente.
La capacità di un’azienda di restare operativa in modo stabile, prevedibile e misurabile è diventata parte integrante della governance.
Non parliamo solo di evitare fermi produttivi o rispettare SLA contrattuali. Parliamo di dimostrare agli stakeholder che l’organizzazione è governata con metodo, che i rischi vengono gestiti prima che si trasformino in crisi e che l’infrastruttura è progettata per durare senza generare inefficienze strutturali.
Una continuità operativa ben progettata riduce l’impatto ambientale e rafforza la trasparenza dei processi decisionali. Ma soprattutto rende l’azienda più affidabile nel tempo.
In questo senso, la continuità non è più un tema IT: è un indicatore concreto di maturità ESG.
L’intelligenza artificiale sta cambiando il modo in cui affrontiamo la continuità operativa.
Non più sistemi che reagiscono agli incidenti, ma architetture che li anticipano.
Grazie all’AI è possibile monitorare in tempo reale performance, carichi di lavoro e anomalie, trasformando grandi volumi di dati in segnali utili per prendere decisioni prima che il problema emerga. Questo passaggio dalla reazione alla prevenzione ha un impatto diretto sulla sostenibilità operativa.
Un’infrastruttura che prevede un guasto pianifica gli interventi in modo mirato, evitando sostituzioni inutili e riducendo sprechi. Un sistema che osserva costantemente i consumi energetici individua inefficienze prima che diventino strutturali. L’automazione di attività come la Business Impact Analysis o i piani di recovery riduce il downtime e migliora l’uso complessivo delle risorse.
In progetti come quelli realizzati per Cistelaier e Tech Eurolab, abbiamo integrato soluzioni di monitoraggio avanzato e automazione che non si limitano a garantire continuità. L’AI non è un layer tecnologico aggiuntivo: è una leva di responsabilità operativa.
Una continuità operativa efficace richiede architetture capaci di bilanciare flessibilità e controllo. Il cloud pubblico offre scalabilità e resilienza geografica, ma non è sempre la soluzione più sostenibile per ogni workload.
L’approccio hybrid cloud permette di collocare applicazioni e dati dove hanno più senso, evitando sovradimensionamenti e riducendo l’impatto ambientale complessivo. Mantenere alcuni carichi on-premise o in cloud privato può migliorare la latenza, ridurre i consumi e aumentare il controllo sui dati critici.
Soluzioni come Azure Business Continuity consentono di costruire strategie di alta disponibilità senza duplicazioni inutili, integrando replica, backup intelligenti e automazione dei failover. Ma la vera differenza non sta nella tecnologia adottata. Sta nel modo in cui l’infrastruttura viene progettata per evolvere insieme al business.
Nel percorso di un’eccellenza italiana nel settore dell’edilizia sostenibile, la riprogettazione dell’infrastruttura in ottica hybrid cloud ha permesso di superare una frammentazione tecnologica inefficiente, centralizzando le risorse e riducendo sprechi operativi ed energetici.
Con Dierre Group abbiamo consolidato i carichi di lavoro, ridotto la complessità e aumentato la resilienza senza ampliare il footprint tecnologico. Sono esempi concreti di come la continuità possa diventare una scelta ESG misurabile.
Per rendere la continuità operativa una leva ESG servono scelte concrete. Ecco una roadmap applicabile a un contesto manifatturiero che vi può aiutare nelle varie fasi del processo.
Questa roadmap non serve a “mettere una toppa”, ma a costruire continuità nel tempo.
Abbiamo inoltre preparato una checklist operativa gratuita da scaricare in pdf, come punto di partenza per valutare il livello di maturità dell’azienda nella trasformazione della continuità operativa in leva ESG.
La continuità operativa è anche una questione di governance. Gli stakeholder vogliono sapere come gestite i rischi, come proteggete i dati e come garantite la disponibilità dei servizi. E vogliono evidenze, non promesse.
Questo significa piani documentati, test periodici e integrazione con i framework di compliance. L’AI supporta questo processo rendendo i sistemi osservabili, tracciabili e verificabili. Se qualcosa non funziona, è possibile ricostruire cosa è successo e perché.
La governance della continuità non è solo conformità normativa. È una scelta strategica che rafforza la fiducia e riduce il rischio reputazionale.
Noi accompagniamo le aziende proprio in questo passaggio: dalla gestione tecnica alla responsabilità organizzativa.
Quando la continuità operativa è progettata in modo consapevole, diventa una leva concreta di sostenibilità e governance, non un semplice insieme di procedure tecniche. Ridurre i fermi, ottimizzare l’uso delle risorse infrastrutturali e prevenire incidenti significa intervenire direttamente sull’impatto ambientale e sull’efficienza complessiva dell’organizzazione, rendendo le scelte tecnologiche parte integrante della strategia ESG.
Allo stesso tempo, una continuità ben governata rafforza la dimensione di accountability. Processi documentati, architetture osservabili e decisioni tracciabili permettono di dimostrare come vengono gestiti i rischi operativi e come l’azienda garantisce stabilità nel tempo, anche in contesti complessi o soggetti a forte pressione esterna. In questo senso, la continuità operativa diventa un elemento chiave di credibilità verso investitori, clienti e regolatori.
La rendicontazione ESG oggi richiede sempre maggiore concretezza, la continuità operativa smette di essere un tema confinato all’IT e assume un ruolo strategico trasversale. È il risultato di scelte progettuali coerenti, di un uso responsabile delle tecnologie e di una governance capace di guardare oltre l’emergenza, costruendo infrastrutture pensate per durare e adattarsi nel tempo.
Ti aspettiamo il mese prossimo dove parleremo di etica, AI e dati nell'era dell'AI Act.