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Parliamo di HPE Discover 2026

Scritto da Quanture S.p.A. | 30 giugno 2026

Il panorama enterprise sta attraversando una transizione che non assomiglia a nessuna delle precedenti. Non si tratta di adottare un nuovo software o migrare un'infrastruttura: si tratta di passare da sistemi statici e lineari, progettati per eseguire istruzioni, a imprese agentiche, in cui l'intelligenza artificiale non agisce più solo come consulente, ma come operatore autonomo capace di osservare, ragionare e agire in modo continuo attraverso un tessuto di intelligenza distribuita.

 

HPE Discover 2026, svoltosi dal 15 al 18 giugno a Las Vegas con alcune persone del team Quanture presenti come osservatori diretti, ha confermato questa direzione con una chiarezza insolita per un evento di questo tipo. Il messaggio dei keynote era inequivocabile: l'infrastruttura enterprise deve essere riprogettata dalle fondamenta. Rete, storage, orchestrazione e governance non sono più livelli separati, sono i quattro pilastri di un'unica architettura agentica.

 

La strategia HPE si articola su tre assi.

  1. Il primo è la rete self-driving: infrastruttura di connettività autonoma capace di auto-ottimizzarsi e auto-ripararsi su scala massiva.

  2. Il secondo è il modello operativo ibrido: integrazione di cloud privato, virtualizzazione e orchestrazione attraverso HPE GreenLake e HPE Morpheus per gestire ambienti distribuiti senza perdere il controllo.

  3. Il terzo è l'economia dell'IA, la tokenomics: soluzioni progettate per ottimizzare il consumo di token e l'utilizzo delle GPU, riducendo i costi operativi e accelerando il ritorno sull'investimento.

A sostenere i tre assi, la collaborazione con NVIDIA e AMD, le innovazioni storage con HPE Alletra Storage MP X10000 e i nuovi sistemi HPE ProLiant con CPU NVIDIA Vera.

 

Come ha sintetizzato Antonio Neri, CEO di HPE:

«L'IA è forte solo quanto le fondamenta dei dati su cui poggia. Se queste non sono solide, niente regge. Progettare per l'IA inizia dalla rete.»

 

E Fidelma Russo, CTO, ha aggiunto il piano operativo:

«Stiamo passando da sistemi che supportano le decisioni a sistemi che aiutano a eseguirle. Da flussi di lavoro statici a sistemi capaci di osservare, ragionare e agire.»

La conseguenza tecnica è diretta. Un agente AI che ragiona genera inferenza. Ogni inferenza consuma GPU. Ogni GPU consuma rete. L'AI non alleggerisce l'infrastruttura, la espande.

 

Da qui i cinque ambiti su cui HPE ha concentrato le novità di quest'anno, che vi raccontiamo in dettaglio nelle sezioni seguenti.

 

1. La rete che si governa da sola: Aruba, Juniper e il networking “self-driving”

Rami Rahim, EVP Networking, ha sintetizzato il problema con una frase diretta:

E' il momento di smettere di far girare il business di oggi su reti progettate ieri. La complessità introdotta dagli ambienti agentici, dove decine di agenti comunicano tra loro, consumano banda in modo imprevedibile e generano traffico laterale che le reti tradizionali non erano progettate per gestire, rende la gestione manuale della rete impraticabile.

La risposta di HPE è la convergenza tra Aruba e Juniper in un’unica architettura di networking intelligente. Il punto centrale è l’estensione di Marvis Actions, la funzionalità di risoluzione autonoma dei problemi della piattaforma Juniper Mist, a HPE Aruba Central, portando capacità self-driving su reti cablate, wireless e SD-WAN gestite da un’unica console. Marvis Actions non si limita a identificare i problemi: li risolve in autonomia, da configurazioni VLAN errate a porte bloccate, riducendo i tempi di intervento da ore a minuti.

 

HPE ha inoltre annunciato, un firewall quantum-safe da 1,4 Tbps in 1U, e una piattaforma SASE unificata che integra SD-WAN (EdgeConnect) e Security Service Edge in un’unica console gestita dall’AI per accelerare l’adozione del modello Zero Trust.

 

2. AI agentica in produzione: HPE Private Cloud AI e GreenLake Intelligence

Il passaggio dalla sperimentazione all’AI in produzione è il problema reale della maggior parte delle imprese italiane nel 2026. Avere un pilot che funziona è relativamente semplice. Portarlo a regime, con governance, sicurezza e costi sotto controllo, è un’altra questione.

 

HPE Private Cloud AI, la soluzione chiavi in mano sviluppata con NVIDIA, è stata aggiornata per supportare agenti AI in produzione. Include i nuovi server con CPU NVIDIA Vera e il software NVIDIA NeMo Claw e NVIDIA OpenShell per governare, isolare e monitorare le azioni degli agenti. NeMo Claw e OpenShell non sono dettagli tecnici secondari: sono i guardrail che impediscono a un agente di compiere azioni su dati aziendali che non dovrebbe compiere. In un ambiente dove l’AI agisce autonomamente, queste funzionalità non sono opzionali.

 

Sul piano del cloud ibrido, HPE ha introdotto GreenLake Intelligence con un registro centralizzato per la gestione dell’identità e delle policy degli agenti AI: ogni agente ha un’identità verificabile, ogni azione è tracciata, ogni policy è applicabile centralmente. È la risposta al problema di governance che emerge quando più agenti lavorano in parallelo su sistemi diversi. GreenLake Intelligence si integra inoltre con la forza lavoro autonoma di ServiceNow per trasformare gli insight infrastrutturali in azioni e servizi IT erogati in modo automatico.

 

Sul piano dei costi, HPE ha dimostrato internamente che eseguire piattaforme di supporto AI on-premise su GreenLake e Private Cloud AI ha permesso di ridurre il consumo di token di oltre 30 volte, con un risparmio di quasi 100.000 dollari al mese. Il nuovo HPE OpsRamp Operations Copilot monitora l’utilizzo dell’AI, il consumo dei token e diagnostica i problemi infrastrutturali correlando i dati dell’intero stack.

 

Quello che HPE ha presentato a Discover 2026 non è una roadmap futura: è infrastruttura disponibile oggi. La domanda che le aziende italiane devono porsi non è se adottare l’AI agentica, ma con quale architettura farlo in modo governabile. GreenLake Intelligence e Private Cloud AI danno una risposta concreta a questa domanda, soprattutto per chi opera in settori regolamentati e non può permettersi di perdere il controllo dei dati o delle decisioni automatizzate.”

— Simone Cavazzoni, General Manager di Quanture

 

3. Storage, dati e protezione nell’era degli agenti: HPE Alletra, Data Fabric e Zerto

Lo storage nell’era agentica fa un salto concettuale. Non è più solo il posto dove i dati risiedono: diventa la memoria attiva del sistema AI.

 

HPE Alletra Storage MP X10000 supporta il KV Cache offload, che estende la memoria oltre la GPU. I test indicano un miglioramento fino a 20 volte del “Time to First Token”, il tempo tra una richiesta a un modello e la prima risposta, e un throughput superiore di 17 volte. L’X10000 scala ora fino a 16 nodi e 23 PB di capacità raw, con una nuova garanzia di disponibilità dati al 100%.

 

Sul fronte della gestione dei dati, HPE ha rilasciato HPE Data Fabric Software 8.2, che aggiunge integrazione nativa per i carichi di lavoro agentici: gli agenti possono ora accedere ai dati aziendali distribuiti su cloud e storage di terze parti attraverso un namespace globale unificato, con gestione centralizzata di identità, accessi e governance. Una nuova interfaccia conversazionale permette interrogazioni in linguaggio naturale al namespace globale per analisi più rapide e reporting automatizzato.

 

Sul fronte della protezione, HPE Zerto ha ricevuto due aggiornamenti rilevanti. Il primo è l’integrazione con Microsoft Defender per visibilità in tempo reale sulle minacce e recovery più rapido, particolarmente utile per i clienti che già operano nell’ecosistema Microsoft. Il secondo è l’estensione della protezione agli ambienti agentici: se un agente AI compie un’azione non intenzionale o dannosa, Zerto permette di ripristinare istantaneamente l’ambiente a uno stato pulito e verificato.

 

Non è più solo “cosa succede se cade il datacenter”. È “cosa succede se l’AI fa qualcosa che non doveva fare”. Una distinzione che cambia il perimetro di ciò che un piano di business continuity deve coprire.

 

4. Orchestrazione ibrida: HPE Morpheus 9

La gestione di infrastrutture ibride, VM tradizionali, container, carichi di lavoro AI, cloud pubblico e privato su più siti, è il problema operativo che la maggior parte dei team IT affronta con troppi strumenti diversi, ognuno dei quali vede solo una parte del quadro.

 

HPE ha rilasciato HPE Morpheus 9, definita la più grande release nella storia della piattaforma. Le novità principali: HPE Morpheus Central offre visibilità, gestione dei costi e monitoraggio per flotte di istanze Morpheus distribuite su più siti o cloud da un’unica console su GreenLake.

 

Il Morpheus Orchestration Copilot permette ai team IT di usare il linguaggio naturale per automatizzare il provisioning dell’infrastruttura. Morpheus 9 aggiunge anche software-defined networking basato su tecnologia Juniper con micro-segmentazione integrata, stretched clustering tra siti con failover automatico, e integrazione nativa con Zerto e Veeam.

Provisioning in linguaggio naturale non significa che chiunque può fare tutto. Significa che le operazioni ripetitive smettono di richiedere un esperto dedicato, e che l’esperto può concentrarsi sulle decisioni che richiedono davvero giudizio.

 

Sul fronte dei costi, HPE Morpheus si propone come alternativa alle piattaforme di virtualizzazione tradizionali con una riduzione dichiarata fino al 90% dei costi, grazie al modello di licensing basato su socket. Morpheus VM Essentials ha già superato i 2.000 clienti e un milione di core installati.

 

5. Settori regolamentati e alternativa VMware: due annunci da non sottovalutare

Tra gli annunci di Discover 2026 ce ne sono due che meritano attenzione particolare per il mercato italiano.

 

  • Il primo riguarda i settori regolamentati. HPE Private Cloud PC3000 e PC7000 sono ora disponibili in configurazione air-gapped: ambienti completamente isolati dalla rete esterna, progettati per organizzazioni con requisiti di sicurezza, compliance e sovranità dei dati più stringenti. Anche HPE Private Cloud AI è ora disponibile in configurazione air-gapped, con disponibilità generale prevista in Q3 2026. Per le aziende manifatturiere italiane soggette a NIS2, TISAX o a requisiti di sovranità del dato, questa non è una funzionalità opzionale: è spesso un prerequisito per poter adottare AI in produzione.

  • Il secondo riguarda chi sta valutando un’alternativa a VMware. HPE ha lanciato un programma di migrazione che include il primo anno di licenze HPE Morpheus VM Essentials gratuito, un anno di HPE Zerto gratuito per supportare la migrazione senza interruzioni, e finanziamento a tasso zero su CloudOps Software tramite HPE Financial Services. È l’offerta commercialmente più aggressiva sul tema VMware presentata da qualsiasi vendor in questa stagione di eventi e arriva in un momento in cui molte aziende stanno ancora valutando le alternative dopo i cambiamenti di licensing degli ultimi due anni.

 

Cosa significa per le imprese italiane

HPE Discover 2026 non ha presentato prodotti isolati. Ha mostrato un’architettura coerente, dalla rete allo storage, dall’orchestrazione alla governance degli agenti, che risponde a un problema reale: come si porta l’AI agentica in produzione senza perdere il controllo dell’infrastruttura, dei costi e della sicurezza.

 

Per le aziende che stanno valutando il passo successivo rispetto ai pilot AI, che operano in settori regolamentati, o che stanno cercando un’alternativa concreta alle piattaforme di virtualizzazione attuali, Quanture è disponibile ad approfondire le novità dell’evento e a verificare insieme le implicazioni concrete per la propria infrastruttura.

 

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