Crisi di RAM e SSD: cosa sta succedendo al mercato e quali rischi per infrastrutture e budget IT. Un’analisi strategica per supportare decisioni consapevoli e proteggere la continuità operativa.
Negli ultimi mesi il mercato delle memorie RAM e degli SSD è entrato in una fase di tensione senza precedenti. Quello che inizialmente sembravano semplici previsioni si è trasformato in realtà: rincari che in alcuni casi raggiungono il +300% rispetto ai livelli di alcune quotazioni del 2025, causando impatti significativi sul business delle aziende e sulla pianificazione degli investimenti IT.
Per i server enterprise, in particolare per moduli RDIMM e memorie ad alta capacità, questo significa costi finali molto più elevati e aggiornamenti infrastrutturali che pesano in modo diretto sui budget IT. Anche PC, notebook e workstation registrano aumenti importanti, con conseguenze su refresh del parco macchine e strategie di approvvigionamento.
Approfondiamo l'argomento in questo articolo - guida dove analizzeremo insieme: i numeri reali della crisi, le cause profonde del fenomeno, gli impatti concreti su server e dispositivi client e soprattutto le strategie che le aziende possono adottare oggi per navigare questa fase di incertezza con maggiore controllo e consapevolezza.
Scenario attuale: numeri e trend della crisi RAM
Aumenti dei prezzi: quanto stanno salendo davvero
I principali osservatori di mercato riportano che i prezzi DRAM sono cresciuti dal 2025 al 2026 con picchi superiori al 70% su base annua. Per alcuni kit di memoria, soprattutto di fascia alta e destinati al segmento enterprise, gli aumenti hanno raggiunto oltre il 300% rispetto ai minimi precedenti.
Analisi internazionali (come quelle di TrendForce) stimano per il primo trimestre 2026 ulteriori aumenti nell'ordine del 100-110% rispetto al Q4 2025 per determinate famiglie DDR4 e DDR5.
Diverse testate nazionali parlano esplicitamente di "aumenti vertiginosi" e "RAM e SSD mai così costosi", attribuendo il fenomeno al boom dell'intelligenza artificiale e alla riallocazione produttiva verso memorie più redditizie.
Un mercato estremamente volatile
La situazione attuale si caratterizza per una volatilità mai vista prima. I vendor stanno rivedendo i listini con una frequenza impressionante: aggiornamenti ogni 3 mesi e offerte valide anche solo7 giorni, per proteggersi dalla volatilità dei costi a monte.
Per i principali OEM, le memorie sono ormai una delle principali voci di incertezza. Molti listini 2025 sono stati ritirati e sostituiti da listini 2026 con incrementi significativi su PC, notebook, workstation e soprattutto server. Questo porta a scenari in cui un preventivo valido 30 giorni rischia di essere già superato dai costi reali di approvvigionamento, costringendo a continue rinegoziazioni con i clienti.
È importante sottolineare che anche i vendor subiscono questa situazione: loro stessi dipendono dalla filiera globale dei produttori di DRAM e non possono controllare direttamente i prezzi dei componenti. La pressione arriva dalla base della catena di fornitura.
Le cause principali della crisi delle RAM
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Effetto AI: la domanda esplode sui data center
L'adozione massiva di soluzioni di intelligenza artificiale generativa e di grandi modelli linguistici (LLM) sta assorbendo enormi quantità di DRAM e NAND per data center e infrastrutture AI-ready.
Il training dei modelli AI impone bandwidth estremi per processare dataset massivi senza idle time, favorendo HBM e DDR5 server-grade rispetto a DRAM consumer. Anche l'inference quotidiana beneficia di DDR5 conburst length doppio e canali indipendenti, offrendo fino al 50% in più di bandwidth rispetto a DDR4.
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Riallocazione produttiva e filiera sotto pressione
I produttori stanno convertendo le linee produttive verso HBM e LPDDR AI-oriented, limitando drasticamente l'espansione di DRAM standard per PC e server consumer. Questa priorità verso segmenti ad alto margine (enterprise e data center AI) lascia meno capacità per il resto del mercato, amplificando la scarsità.
Gli investimenti in nuovi impianti di produzione richiedono anni per diventare operativi, quindi l'offerta non può adeguarsi alla velocità con cui cresce la domanda di memoria per l'AI. Alcuni player del settore prevedono una normalizzazione non prima del 2027-2028.
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Fattori macroeconomici e speculativi
Alla base della crisi ci sono anche fattori macro economici: cicli precedenti di sovrapproduzione con prezzi ai minimi che hanno portato a tagli di capacità produttiva, oggi rivelatisi eccessivi di fronte al boom improvviso della domanda AI.
In questo contesto di scarsità, si aggiungono dinamiche speculative e una maggiore prudenza da parte dei produttori, che preferiscono mantenere i prezzi alti piuttosto che tornare ad eccessi di stock. Come sottolineato da diverse analisi di settore, la pressione sui prezzi delle memorie è destinata a durare e la filiera sta ancora cercando un nuovo punto di equilibrio.
Impatti sul mercato
Server e data center: il nodo critico
Le proiezioni realistiche indicano che la RAM per server enterprise potrebbe arrivare a costare fino al triplo rispetto ai livelli pre-crisi, soprattutto negli ordini bulk per data center e infrastrutture di grandi dimensioni. Anche gli SSD NVMe enterprise registrano aumenti importanti, contribuendo a rincari significativi sul costo complessivo di un nuovo server.
Per i nostri clienti questo significa:
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Budget server che aumentano significativamente rispetto alle previsioni del 2025.
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Necessità di valutare soluzioni tecnologiche o finanziarie in linea con il budget di spesa approvati.
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Maggiore complessità nel mantenere coerenza con i business case iniziali
A questo si aggiunge un fattore spesso sottovalutato: la disponibilità fisica dei componenti.
In presenza di shortage, alcuni upgrade non vengono semplicemente rinviati per ragioni economiche, diventano impossibili reperirli nei tempi previsti. Il risultato sono ritardi nell’avvio di nuovi servizi, slittamenti dei go-live applicativi e impatti diretti sui piani di trasformazione digitale.
Oggi può accadere che un progetto IT sia tecnicamente pronto, con budget approvato e risorse già allocate, ma resti fermo in attesa dell’hardware necessario.
PC, notebook e workstation
Le memorie DRAM più costose spingono verso l'alto i prezzi finali di PC e notebook per tutti i principali OEM. Alcuni scenari parlano di rincari di 300-400 euro per notebook di fascia media e di veri e propri raddoppi per dispositivi business top di gamma rispetto ai listini 2025.
Gli impatti pratici includono:
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Refresh dei dispositivi rinviati o diluiti nel tempo
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Maggior peso dei canoni di noleggio e modelli as-a-service
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Crescente attenzione alla longevità dei dispositivi in produzione
Validità delle quotazioni e incertezza negli ordini
Un aspetto critico che sta emergendo in modo sempre più evidente è la drastica riduzione dei tempi di validità delle quotazioni. I principali vendor hanno progressivamente accorciato le finestre temporali durante le quali un preventivo rimane valido, passando in alcuni casi da standard di 30 giorni a finestre molto più ristrette.
In alcuni casi, i produttori si riservano esplicitamente la possibilità di non confermare gli ordini se nel frattempo i costi di approvvigionamento delle memorie sono ulteriormente aumentati o se la disponibilità si è ridotta.
Questa dinamica introduce un livello di incertezza aggiuntivo nella pianificazione IT:
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I processi di approvazione interna devono essere accelerati per rispettare le nuove finestre temporali.
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Le aziende devono considerare margini di contingenza più ampi nei business case per coprire possibili rincari dell'ultimo momento.
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È fondamentale comprendere che questa situazione non dipende da scelte arbitrarie dei vendor, ma è una conseguenza diretta dell'estrema volatilità della filiera di approvvigionamento delle memorie. I produttori stessi cercano di proteggersi da un mercato che cambia letteralmente settimana dopo settimana.
Per questo motivo, rimandare una decisione di acquisto non è più una scelta neutra. In un mercato sotto pressione si rischia di perdere la finestra di approvvigionamento. Una configurazione disponibile oggi potrebbe non esserlo più tra poche settimane, oppure richiedere tempi di consegna incompatibili con le roadmap progettuali. La variabile tempo è diventata tanto critica quanto la variabile costo.
Prospettive temporali: fino a quando?
La tensione sui prezzi delle RAM potrebbe proseguire almeno fino al secondo semestre avanzato del 2026, con alcuni analisti che parlano esplicitamente di orizzonte 2027-2028 per una vera normalizzazione.
Non esiste però una data certa: si tratta di analisi predittive, legate a variabili difficilmente controllabili come i tempi di attivazione dei nuovi impianti produttivi, l'evoluzione della domanda AI ed eventuali shock geopolitici. La sola cosa che oggi sappiamo con certezza è che i prezzi tenderanno a restare alti e volatili ancora a lungo.
Cosa possono fare le aziende: raccomandazioni pratiche
Valutare modelli a consumo (pay-per-use)
Molte aziende stanno rivalutando modelli pay-per-use e as-a-service, che consentono di diluire nel tempo l'impatto degli investimenti in hardware e memoria, trasferendo parte del rischio di prezzo sul provider.
Soluzioni come l’Infrastructure as a service e analoghi modelli ibridi permettono di pagare l'infrastruttura "a consumo", riducendo la necessità di grossi CAPEX immediati proprio nel momento di massima tensione sui listini. Questo approccio offre anche maggiore elasticità nella gestione dei picchi di carico e dei progetti pilota.
Abbiamo già accompagnato diversi clienti nella trasformazione di progetti CAPEX in OPEX, guadagnando flessibilità operativa e protezione dai rincari improvvisi.
Cloud e ibrido: quando ha senso spostare il carico
Migrare parte dei carichi verso cloud pubblico o architetture ibride può ridurre l'esposizione al costo diretto della RAM fisica on-premise, soprattutto per workload variabili, sperimentali o con picchi di domanda imprevedibili.
In uno scenario di prezzi RAM elevati e imprevedibili, il cloud consente di:
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Scalare velocemente senza investire subito in nuove macchine fisiche
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Sfruttare le economie di scala dei grandi cloud provider
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Concentrare gli investimenti on-premise sui carichi più critici e stabili
Il nostro ruolo, in questo contesto, è progettare architetture ibride che bilancino costi, performance e compliance, evitando migrazioni affrettate o poco sostenibili nel lungo periodo.
Pianificazione e razionalizzazione dell'infrastruttura
È il momento di razionalizzare: consolidare workload, ottimizzare la configurazione dei server, ridurre gli sprechi di risorse e rivedere i dimensionamenti basati su iper-provisioning di memoria ormai non più sostenibile economicamente. Allo stesso tempo diventa fondamentale pianificare in anticipo i progetti dei prossimi 6-12 mesi, valutando quando bloccare le configurazioni hardware più critiche prima che diventino difficili da reperire o incompatibili con le milestone di business.
Strumenti di monitoraggio e capacity planning consentono di:
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Capire dove la RAM è davvero critica e dove può essere ottimizzata
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Individuare margini di ottimizzazione attraverso virtualizzazione e tuning applicativo
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Differire parte degli upgrade senza compromettere i livelli di servizio
Un assessment approfondito dell'infrastruttura esistente diventa fondamentale per identificare inefficienze e opportunità di risparmio prima di pianificare nuovi investimenti.
Conclusione: convivere con l'incertezza
Nessuno oggi può dire con certezza quando la crisi RAM finirà. Le stime più ottimistiche parlano della fine del 2026, quelle più prudenti si spingono fino al 2027-2028, ma restano scenari previsionali legati a variabili in continua evoluzione.
Quello che possiamo fare è cambiare il nostro approccio alla pianificazione IT: spostarci da logiche di investimento rigide a modelli più flessibili, razionalizzare l'esistente prima di espandere, valutare cloud e as-a-service come strumenti strategici e non solo tattici.
Non possiamo controllare i prezzi della RAM, ma possiamo controllare il modo in cui pianifichiamo gli investimenti IT. In un contesto di possibile shortage, aspettare può significare semplicemente non riuscire più a partire nei tempi previsti. È su questo terreno che Quanture sceglie di affiancare le aziende.
Come possiamo supportarvi?
Non possiamo ovviamente intervenire direttamente sui costi industriali della memoria: anche noi dipendiamo dai listini degli OEM, che a loro volta subiscono la pressione della filiera globale dei produttori di DRAM. Tuttavia, possiamo offrire un valore consulenziale concreto:
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Aiutarvi a leggere gli scenari e ad aggiornare i business case in modo realistico
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Costruire con voi soluzioni a consumo, as-a-service e cloud per ridurre l'esposizione ai rincari
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Supportarvi nella pianificazione di acquisti e rinnovi in un contesto di listini che cambiano costantemente
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Ottimizzare l'infrastruttura esistente per ridurre gli sprechi
Vuoi confrontarti con noi su questi temi?
Contattaci per un confronto senza impegno e per capire insieme come affrontare questo scenario complesso con consapevolezza e strategie concrete.
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